venerdì 27 gennaio 2012

Parnassus: la potenza dell'immaginazione e del cinema


Prendendo spunto dalla celeberrima storia di Faust di Goethe, il film racconta la storia di un uomo immortale, il dottor Parnassus (un ottimo Cristopher Plummer), che decide di vendere la propria immortalità in cambio dell’amore e della giovinezza. Amante delle scommesse ne perde una con il diavolo: deve cedere l’anima di sua figlia Valentina (interpretata dalla bellissima Lily Cole) una volta che questa compia i 16 anni. Nel tentativo di salvarla dalla dannazione eterna, Parnassus troverà un alleato in Tony (Heath Ledger), un uomo misterioso  su cui il diavolo non riesce ad avere la meglio.
Bella la parte in cui si dice che senza storie non si ricorda niente del passato; potremmo dire, allargando questo concetto, che senza memoria storica l’umanità perderebbe il senso del suo cammino.

 L’ultimo film dell’istrionico regista Terry Gilliam è l’apoteosi della forza dell’immaginazione messa al servizio del Cinema. Gilliam è capace di trasportare il pubblico in mondi sempre nuovi, a cui si approda passando dallo specchio magico del Dottor Parnassus. Lo specchio separa il mondo del reale (una squallida Londra contemporanea) da quello della fantasia, in cui i desideri delle persone prendono vita. Simboleggia anche la separazione tra il pubblico-spettatore che assiste alla storia e al film dal mondo creato dalla storia stessa e dal Cinema, capace di trasformare l’irreale in reale.
All’interno dello specchio-mondo è però costantemente in agguato il Diavolo-Mr Dick, interpretato da un eccezionale Tom Waits, assetato di anime e sempre voglioso di fare scommesse con il fragile e superbo Parnassus. Il Diavolo è qui rappresentato come un uomo di affari ottocentesco, con la bombetta, il sigaro e il bastone.
Gilliam è uno dei registi più capaci a utilizzare appieno le potenzialità del Cinema, provenendo dal mondo dell’animazione. In questo può essere accostato all’eccezionale cineasta e disegnatore Tim Burton, che ci ha regalato negli ultimi venti anni tante opere straordinarie.

  Il film risente inevitabilmente della prematura scomparsa del protagonista Heth Ledger; ma i tre attori suoi amici che l’hanno sostituito nella parte finale del film (Jhonny Depp, Colin Farrel e Jude Law) sono all’altezza della situazione, anche se non sapremo mai come sarebbe venuto il film senza il tragico episodio accaduto a Ledger. É stato però originale e a mio avviso azzecata la trovata di far cambiare volto al protagonista per sostituire Ledger con il pretesto di rappresentare ogni volta un lato, una faccia, della sua personalità. La parte finale del film risulta purtroppo un po’ troppo confusionaria: è facile che lo spettatore si senta disorientato (come a bordo di un roller coaster), colpito da un uragano di immagini che si susseguono rapidamente. Infatti, nella seconda metà del film, ogni volta che si entra nello specchio, comincia sostanzialmente un nuovo film, con una storia nella storia, che può far smarrire il senso della narrazione principale. Ma non è un male farsi trasportare dalle straordinarie immagini create da Gilliam: scale altissime che sfiorano le nuvole (simboli di una voglia di evasione dal mondo e dalla realtà), mongolfiere, paesaggi ameni.

   Un film visivo da assoparare pienamente, come uno spettacolo pirotecnico, gustandosi i favolosi mondi creati dalla feconda fantasia di Gilliam e riprodotti dal Cinema, che è una immensa cornucopia in cui si realizzano i sogni degli spettatori.

VOTO: 


(già pubblicato il 22/11/2009 su Mondoattuale)

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