lunedì 2 aprile 2012

Hugo Cabret: la magia del cinema

Sinossi: Parigi, anni Trenta. Hugo Cabret (Asa Butterfield) è un orfano che vive facendo l’orologiaio clandestino nella stazione di Montparnasse, sperando di poter aggiustare un giorno un enigmatico automa trovato dal padre in un museo. Assieme alla coetanea Isabelle (Chloe Moretz) non solo riuscirà a risolvere l’arcano, ma scoprirà anche la fantastica storia di George Méliès (Ben Kingsley), padrino della ragazza e geniale regista del Cinema delle origini…




Questa trasposizione cinematografica di Martin Scorsese del libro La straordinaria invenzione di Hugo Cabret scritto da Brian Selznick è qualcosa di semplicemente straordinario. Non mi riferisco agli effetti speciali – io ho visto il flim senza il 3D – ma alla bellezza e all’intensità della storia rappresentata, che offre agli spettatori, sia neofiti che cinefili, numerose emozioni.

Attraverso un racconto di fantasia con protagonista un orfano di nome Hugo Cabret, innamorato del cinema e dei meccanismi meccanici che fanno funzionare gli orologi, la pellicola racconta la magia della Settima arte parlando in modo originale di uno dei suoi più importanti protagonisti: George Méliès, interpretato da uno straordinario Ben Kingsley, inventore del cinema delle illusioni e degli effetti speciali (tra tutti il fermo macchina). Una specie di biopic mascherato dunque, che a ritroso ripercorre la straordinaria vita del regista come una lunga sequenza di enigmi che Hugo Cabret e la sua amica Isabelle, adottata dai coniugi Méliès, devono risolvere per ricostruire l’intero puzzle e far funzionare un complicatissimo automa meccanico.

Ma a mio parere il film vola anche più in alto. Infatti non solo parla della bellezza di vedere i film (commuovente la scena in cui Isabelle assiste per la prima volta a una proiezione e Hugo la fissa per scorgere le sue emozioni) e di farli attraverso le sequenze quasi da documentario che ripercorrono la carriera di George Méliès (accuratissima dal punto di vista storico), ma manda anche un messaggio più profondo: come ogni ingranaggio ha un compito specifico per far funzionare un meccanismo, allo stesso modo ogni persona ha un dono e quindi un ruolo nella società, anche se non lo sa o l’ha dimenticato. Ecco allora che la storia di Hugo Cabret si ricongiunge a quella di George Méliès: il primo è abile nell’aggiustare le cose rotte (e le persone), l’altro è un produttore di sogni, il mago del cinema, che ha deciso di dimenticare il passato e di trasformarsi in un triste venditore di giocattoli incapace di emozionarsi per le cose belle. Se poi si considera che Méliès fu nella realtà capace di costruirsi da sé un proiettore dopo aver visto le apparecchiature dei fratelli Lumière (episodio citato bene nel film) è facile vedere l’affinità tra i due personaggi: Hugo Cabret non è altro che un Méliès bambino, affascinato dal cinema e capace di sorprendersi perché dotato di uno sguardo innocente.

Giusti i cinque Oscar con cui Hugo Cabret è stato premiato, soprattutto meritatissimo il riconoscimento ai nostri grandi scenografi Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, arrivando così a pari merito con The Artist per numero di statuette. Tuttavia questo lavoro di Martin Scorsese si pone a un livello superiore rispetto all’opera di Michel Hazanavicius in quanto dopo cent’anni ha fatto rivivere la magia del cinema di Méliès, presentandolo anche alle nuove generazioni e spiegando magistralmente come la Settima arte sia la fucina dei sogni.


VOTO: 



4 commenti:

Babol ha detto...

Sfortunatamente non mi ha entusiasmata, anche se ho apprezzato tantissimo sia la splendida regia sia i molteplici rimandi cinefili.
L'ho trovato tuttavia un po' freddo, e anche gli attori non erano in formissima.
Sono però curiosa di leggere il libro!

Afush ha detto...

Beh, se la pensassimo tutti alla stessa maniera che mondo sarebbe?
Io poi sono stato molto generoso nel valutare questo film anche per distanziarlo da The Artist, che, seppur di mio gradimento, non può essere paragonato a Hugo Cabret.

Grazie per essere passata da me!

Luciano ha detto...

Come sai anche per me un film emozionante e di grande qualità come hai benissimo sottolineato nella tua recensione.

A presto

Afush ha detto...

Grazie Luciano!

Un caro saluto!